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Una dieta vegetariana può incominciare da un buon libro
Una dieta vegetariana può incominciare da un buon libro

La dieta dimagrante vegetariana permette di raggiungere due obiettivi: perdita di peso e disintossicazione. In realtà non esiste una sola tipologia di dieta vegetariana, ma questa può essere strutturata in senso più o meno “stretto” a seconda che si intenda escludere completamente anche le proteine provenienti dai derivati di origine animale (come uova e latte).

Dalla tipologia di dieta dipende anche la durata per la quale si potrà continuare in un regime alimentare ipocalorico, che diminuisce all’intensificarsi del regime rigorosamente “vegetariano”, con la necessità di ruotare gli alimenti ammessi con una maggiore frequenza. Il regime ipocalorico, basato esclusivamente su ricette light, va comunque sempre concordato con un medico, in quanto bisogna tener ben presente il fabbisogno giornaliero che è dovuto a tantissimi fattori (tipo di attività svolta, presenza di particolari patologie, eventuali attività sportive svolte, presenza di intolleranze o vere e proprie allergie, e così via).

La dieta vegetariana sfrutta il classico sistema piramidale, dove la parte più consistente degli alimenti sarà rappresentata da frutta e verdura che farà parte di ogni pasto della giornata, combinati con il consumo di carboidrati complessi, in quantità però ridotte rispetto al consumo normale (pasta e riso meglio se integrali, sostituibili con 200 grammi di legumi, massimo 60/70 grammi a pranzo, pane massimo 40 grammi a pasto, e crakers o fette biscottate per gli spuntini in alternativa al consumo di yogurt magro alla frutta). E’ particolarmente importante mantenere la curva glicemica il più stabile possibile durante la giornata, suddividendo l’alimentazione in 5 pasti come minimo (colazione, break di metà mattina, pranzo, merenda e cena), che possono essere portati fino a 7 (adatto a chi si alza molto presto e rientra tardi per la cena, con due break la mattina e due spuntini nel pomeriggio).

I pasti principali devono essere accompagnati sempre da contorni, preferibilmente conditi a crudo con olio di oliva, per i quali le quantità variano in funzione del tipo di vegetale (finocchi, pomodori, fagiolini, zucchine e verdure ricche di fibre come insalata possono essere consumati in grandi quantità, mentre i tuberi e le carote devono essere consumati senza eccessi). Inoltre almeno uno spuntino della mattina e uno del pomeriggio dovrebbero prevedere il consumo di un frutto (come mela, arancio e banana o pera, o comunque frutta di stagione). Non andrebbero consumati più di 4 cucchiaini da the di olio durante l’intera giornata (sia per condimento che per la cucina).  Gli zuccheri semplici andrebbero limitati alla sola mattina (10 grammi di zucchero per il caffè, cappuccino, caffè d’orzo o the). Ovviamente si tratta solo di indicazioni di massima, che vanno poi variate in funzione delle specifiche esigenze.

Siti utili per approfondimenti:

– Scienzavegetariana.it (sito della Società scientifica di nutrizione vegetariana)

– Esserevegetariani.it

Verso la scelta vegetariana, di Umberto Veronesi: un libro per rivedere la propria scelta in un contesto più ampio

 

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