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5 corsi di gruppo che (forse) sbarcheranno presto in Italia

Allenarsi è utile al corpo e alla mente. Mens sana in corpore sano, dicevano già i Romani qualche migliaio di anni orsono. Un giorno l’uomo inventò la palestra, un luogo ove poter praticare attività fisica tutto l’anno, ad ogni età, sotto l’attento occhio di allenatori e personal trainer qualificati. Da sempre il nemico numero uno degli sportivi non professionisti è stata la facilità a scoraggiarsi, l’incapacità di trovare, nel lungo periodo, motivazione nell’allenamento. Così l’uomo inventò … i corsi di gruppo!

Divenuti popolari negli anni ’80, con le sgraziate pose pseudodanzanti di Olivia Newton John, i corsi di aerobica di gruppo hanno subito nel tempo diverse evoluzioni e specializzazioni per trovare un sempre maggior numero di adepti e appassionati. Se in principio fu, appunto, l’aerobica, si sono susseguite (alcune sono sparite, per ovvia e dichiarata demenzialità) diverse discipline di gruppo: spinning, pilates, fitboxe, aquagym. Alcune variazioni più ‘hardcore‘ hanno assunto denominazioni più esotiche: total body work-out, cross-fit. Alcuni genialoidi hanno anche unito la danza all’aerobica dando vita a ibridi aberranti quali lo Zumba Fitness (un mix di aerobica e balli caraibici).

Vediamo quali sono i corsi di gruppo più “hot” del momento negli Stati Uniti, e che -previo placet di guru del marketing e media generalisti- presto sbarcheranno nella nostra assolata e sovrappeso penisola. Ognuno dei corsi di gruppo che presenteremo, vedrete, sarà presentato da Studio Aperto come “la novità fitness del secolo“. Tenetevi pronti!

1. Soul Cycle (New York)

In pratica l’unione dello spinning con discipline di meditazione Yoga. Diciamo che il Soul Cycle sta allo spinning, come il Pilates sta all’aerobica. O quasi. Nell’immagine sopra un momento topico di una lezione di Soul Cycle a New York: candele profumate, pedalate furiose e posizioni assurde con le braccia per raccogliere il prana dell’universo.

Il concetto di fitness dietro al Soul Cycle è quantomeno bizzarro. Invece di urla e incitazioni ai limiti del camionistico, il trainer invita alla meditazione e al ricongiungimento con le energie universali. Come se non bastasse le già complicate posizioni Yoga sono rese più difficili dal doverle eseguire durante la pedalata e, se siete masochisti, con l’utilizzo di pesini, polsiere ed elastici da ancorare alla spin-bike (definiti SoulBand).

I corsi durano 45 minuti quindi no, non sono un’alternativa aerobica allo Yoga, al breathening e sciocchezze varie. E neanche un’alternativa freak allo spinning. Per chi si vuole fare male, ma veramente male, ci sono anche corsi denominati Soul Survivor, che sono uguali, ma durano 60 minuti.

Possibilità di arrivo in Italia: 100% (quindi vi conviene non ridere)

Le attrezzature da spinning di gruppo sono già presenti, gli istruttori trascendentali di pilates ci sono già, le candele costano un tanto al kilo all’Ikea: mancano solo dei pirla che lo importino come novità assoluta e un paio di servizi di Mediaset in prima serata.

2. Stroller Fit

Stroller significa passeggino. E non è un corso per uomini. E’ un corso di gruppo all’aperto dedicato a neo-mamme che desiderano sì, recuperare il tono fisico e muscolare dopo essersi ingozzate di pringles e kinder delìce per 9 mesi giustificandosi con l’evergreen: “E’il piccolo che me lo sta chiedendo…” , ma non possono e non vogliono lasciare il bambino dalla nonna o nelle amorevoli ma immature mani di una 12 enne baby sitter al costo di 30 euro l’ora.

Le neo-mamme quindi si radunano in un parco pubblico intorno all’organizzatore del corso (nel 99% un istruttore di fitness). Riscaldamento di circa 15 minuti e poi una camminata o una corsa veloce spingendo il passeggino per circa 5-7 km.  Durante il percorso ci si ferma e si eseguono esercizi individuali indicati dall’istruttore.

Generalmente i trainer hanno già esperienza nel settore della ginnastica pre e post parto.

Possibilità di arrivo in Italia: 50%

La natalità in Italia è in decrescita, la crisi economica persuade le neo-mamme a cercare un lavoro da svolgere a casa piuttosto che andare a correre al parco. Senza contare che pochi parchi in città, traffico, e difficoltà di spostamenti renderebbero logisticamente arduo organizzare i corsi. Difficile prenda piede in Italia.

3. Ballet Beautiful (New York)

Donne! Vi sarete spesso trovate ad ammirare (e invidiare) il fisico snello, asciutto, nervoso delle ballerine di danza classica e chiedervi quale allenamento, preparazione fisica ci stesse dietro. Ammettetelo! La Sig.ra Mary Helen Bowers, ex danzatrice professionista di New York, ha avuto la brillante idea di rispondere ai vostri dubbi creando il “Ballet Beautiful”. Questa disciplina, ovviamente di gruppo, è un insieme di esercizi volti a scolpire il corpo agendo su tonicità muscolare, postura, forza. Secondo dichiarazioni -di parte!- della fondatrice di Ballet Beautiful, le donne che lo praticano cominciano a sentire i primi, visibili, miglioramenti dopo poche settimane, specie dal punto di vista del dimagrimento e del tono muscolare.

In attesa che questo bluff sbarchi in Italia (e ci sono alte probabilità che lo faccia) chi desidera prendere parte ad una lezione senza recarsi fisicamente a New York, può partecipare, previa registrazione, a dei corsi online dal vivo (wow!). Necessari computer con webcam e connessione a banda larga, in quanto la lezione è duplex: vedete e siete viste dall’insegnante.

Uomini, stilisti e Ricky Martin a parte, non ammessi.

Possibilità di arrivo in Italia: 80%

Di insegnanti di danza, in Italia, abbiamo riserve fino al 2080. Di appassionate di fitness sempre a caccia di nuove forme di allenamento anche. Di certo serve un’attrezzatura particolare (le sbarre, ad esempio) il ché potrebbe tenere lontano le palestre più piccole.

4. Surfset Fitness (o Surfset classic)

Questo ci piace. Se invece del fisico spigoloso delle ballerine mirate ad un corpo muscoloso ipervitaminizzato di un surfer, ma abitate ad Abbiategrasso o Monfalcone, incrociate le dita: il Surfset potrebbe essere la risposta ai vostri desideri.

Il surfset è un’attività di gruppo ancora inedita in Italia, che si basa sull’utilizzo di un particolare macchinario denominato RSX, alias RipSurfer X, un simulacro meccanico di una tavola da surf su cui i partecipanti al corso (rigorosamente scalzi) devono rimanere in equilibrio sviluppando addominali e muscoli della parte inferiore del corpo.

Utilizzando un “Resistance Set“, ossia un set di elastici da ancorare all’RSX, si può dar vita ad una serie di simulazioni: dalla classica cavalcata dell’onda al paddling -per la parte superiore del corpo.

Possibilità di arrivo in Italia: 10% (probabilità scarse, almeno nel 2013)

Il surf, qui in Italia, non è che se lo filino poi in molti. Esistono molti appassionati, ma non abbastanza da creare un “target” degno di essere aggredito. Il prezzo (circa 500 € tasse escluse) del singolo attrezzo e  il suo ingombro tengono fuori dai giochi la gran parte delle palestre italiane.

 5. Vogatore di Gruppo (Group Rowing)

A voler essere pignoli, in Italia esiste già, seppur come attività di gruppo di nicchia presso circoli di canottaggio e grandi palestre. Il vogatore ha il più grande pregio ma allo stesso tempo il più grande difetto di un attrezzo fitness. Il pregio è che tonifica i muscoli, aumenta il metabolismo favorendo il dimagrimento e ha un bassissimo impatto su ginocchia e articolazioni. Il difetto è che è di una noia mortale. I vogatori più moderni, nella disperazione più totale dei loro progettisti, presentano un monitor LCD, con cui controllare un avversario virtuale (o reale, se connessi col vogatore del proprio vicino di tortura). Nonostante questi accorgimenti, il vogatore non solo è noioso, ma per usarlo bene è necessaria una tecnica perfetta. Non alla portata di tutti.

Il Group Rowing ha quindi come immediato fine quello di sdrammatizzare la noia e la conseguente motivazione: si deve seguire un ritmo di vogata comune e l’istruttore impartisce indicazioni per migliorare, progressivamente la propria tecnica, fino a completare un’intera sessione perfettamente.

Probabilità di arrivo in Italia: 100%

E’ forse più difficile una sua diffusione globale data l’esigenza di un gran numero di macchinari e spazio (vedi immagine sopra).

 

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