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Come preservare la salute anche in smart working

L’introduzione emergenziale dello smart working durante la prima fase della pandemia da Covid 19 ha dato un imponente slancio ad un processo di riorganizzazione che, come dichiara il professore di Sociologia del lavoro Domenico De Masi, “avrebbe richiesto un tempo di 368 anni”.

 Ormai è chiaro: lo smart working è destinato a restare, le aziende ne hanno compreso le potenzialità e tra gli annunci di lavoro selezionati da Risorse.it sono frequentissime le ricerche di figure professionali in grado di lavorare da remoto.

Essere uno smart worker significa adottare un nuovo stile di vita affrontando con consapevolezza i rischi correlati alla modalità di lavoro, agli ambienti in cui si decide di svolgere l’attività e alle attrezzature utilizzate.

A tal proposito l’Inail ha  diffuso un utile documento dal titolo “Informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile ai sensi dell’art. 22, comma 1, L. 81/2017” rivolto ad aziende e lavoratori.

Come può lo smart worker tutelare la propria salute secondo le linee guida fornite dall’informativa Inail?

Il documento, partendo dai riferimenti alla  Legge n. 81 del 22 maggio 2017 ribadisce nello specifico i comportamenti di prevenzione richiesti allo smart worker.

Il lavoratore agile è tenuto a “cooperare con diligenza all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione predisposte dal datore di lavoro  per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione in ambienti indoor e outdoor diversi da quelli di lavoro abituali” e a “non adottare condotte che possano generare rischi per la propria salute e sicurezza o per quella di terzi. 

L’informativa Inail presta particolare attenzione agli ambienti privati nei quali lo smart worker svolgerà la propria attività specificando la non idoneità di spazi come  soffitte, cantine, box e locali tecnici. 

Gli ambienti scelti per lavorare da casa preservando la salute devono essere quindi spazi abitabili dotati di:

  •  acqua potabile;
  •  servizi  igienici; 
  •  impianti elettrici e termoidraulici a norma e sottoposti a regolare manutenzione;
  • fonti di illuminazione naturale diretta;
  • impianto di illuminazione artificiale generale e localizzata;
  • pareti libere da tracce di condensazione permanente e muffe;
  • adeguata aerazione

Le raccomandazioni relative all’illuminazione degli ambienti di lavoro fornite da Inail sono volte a garantire il confort visivo dello smart worker attraverso

  • la schermatura delle finestre durante i mesi estivi per evitare l’abbagliamento e ridurre l’esposizione diretta alle radiazioni solari;
  • utilizzo di lampade da tavolo per garantire l’ottimale contrasto tra lo schermo e l’ambiente circostante, evitando i riflessi e la proiezione di ombre.

Per tutelare la salute in smart working è importante prestare attenzione anche all’aerazione naturale e artificiale dei locali scelti.

A tal proposito l’informativa Inail raccomanda di:

  •  garantire il ricambio dell’aria naturale o con ventilazione meccanica;
  • evitare l’esposizione a correnti d’aria che colpiscano zone circoscritte del corpo come nuca e gambe:
  • manutenere l’impianto di condizionamento regolarmente, ispezionare, pulire e sostituire periodicamente  i sistemi filtranti e i recipienti di raccolta della condensa.
  • regolare l’impianto di aerazione rispetto alla temperatura esterna  evitando  livelli troppo alti o troppo bassi;
  • evitare, soprattutto negli ambienti chiusi, l’inalazione attiva e passiva del fumo di tabacco.

L’era dello smart working improvvisato può dirsi conclusa, ora è tempo di impostare spazi e tempi per lavorare da casa in modo consapevole!

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