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Pulizia degli ambienti e salute

Cosa è cambiato negli ultimi tre anni: pulizie e ambiente

Quest’anno abbiamo potuto constatare l’assestamento di un cambiamento significativo avvenuto nelle consuetudini e nelle operazioni ordinarie di pulizia degli ambienti. 

Quello che si pensava potesse essere solo una fase di transizione, accorsa durante il biennio 2020-2021, si è via via consolidata in un nuovo approccio e protocollo nella pulizia, disinfezione e sanificazione degli ambienti, anche di quelli non sanitari, quali stanze, locali o uffici pubblici/privati. 

Le norme sull’igiene, il distanziamento e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI) hanno inciso anche nella scelta e nell’acquisto dei prodotti di detersione e disinfettanti e nelle dotazioni e abbigliamento del personale, al fine di prevenire la trasmissione delle infezioni. 

La pandemia da COVID-19 ha però indotto anche una diversa tendenza nella produzione e nel consumo di plastica e dei rifiuti associati. L’improvviso aumento della domanda globale di DPI, come maschere, guanti, camici, disinfettanti per le mani, ha riattivato non solo il consumo “usa e getta”, ma ha prodotto in soli 8 mesi in Italia 300mila tonnellate di rifiuti sanitari, tenendo conto solo di mascherine e guanti. 

La tendenza ora è quella di far fronte alla domanda attraverso la produzione in plastiche biodegradabili e compostabili, ma il problema è tutt’altro che risolto, anzi, l’impatto ambientale ora si riversa nella fase di reperimento delle materie prime e della produzione del monouso, non solo dello smaltimento. L’aumento della richiesta di oggetti usa e getta, infatti, determina un maggiore sfruttamento delle risorse e di energia per trasformarle, a prescindere dalla composizione. 

Pulizia degli uffici e nuove abitudini

Il primo gesto che compiamo quando entriamo in un nuovo ambiente, specialmente in un ufficio privato o pubblico, è quello di disinfettarsi le mani con gel a base alcolica.

Una nuova abitudine che ha sovrascritto le vecchie consuetudini al fine di limitare il contagio legato al contatto fra le superfici. Ciò che ha assunto un ruolo essenziale, ma meno visibile fra il pubblico, sono i nuovi servizi erogati dalle imprese di pulizie per tutti i luoghi abitualmente frequentati da molte persone (dipendenti che in quei luoghi lavorano e “pubblico” che a quegli uffici accede) e, nel caso degli ospedali, “fianco a fianco” di medici e “paramedici”. 

Oltre la vasta opera di sanificazione attuata per la riapertura degli uffici, anche su questo fronte ora è fondamentale non perdere le buone, nuove, abitudini.

Tra queste, anche la conferma ed il mantenimento della cadenza delle attività ordinarie di pulizia, che garantiscono le condizioni ottimali degli uffici aperti al pubblico, tra cui possiamo identificare le operazioni: 

  • DA QUOTIDIANE AD UNA VOLTA ALLA SETTIMANA
    • pulizia e spolveratura mobili di arredamento (sedie, tavoli, cassettiere, mensole e archivi)
    • apparecchiature elettriche (monitor, stampanti, telefoni)
    • sanificazione dei servizi igienici (lavandini, rubinetterie, water, bidet);

LE MENSILI/BIMESTRALI/TRIMESTRALI
lavaggio vetri, porte e spolveratura di quadri

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