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Tecniche di memoria: migliori strategie di memorizzazione

Memorizzare meglio e più velocemente è cruciale in un’epoca di information overload, in cui l’esistenza di ognuno è ricca di nozioni da imparare, appuntamenti, impegni, consegne.

L’uso e l’abuso di smartphone sempre connessi, pieni di app che, in apparenza, migliorano la cosiddetta “produttività personale”, è senza dubbio un aiuto concreto nella quotidianità, ma come per la muscolatura e il sistema cardiovascolare, anche il cervello nel momento in cui si vede surclassato dalla tecnologia, funziona meno bene. Non stupisce quindi che il web sia pieno di guide come “Le migliori tecniche di memoria“, sia gratuite che a pagamento.

Ad esempio. Un tempo, nell’era pre-internet, ci si ricordava a memoria un numero anche elevato di numeri di telefono: i genitori, la fidanzata, il miglior amico, l’ufficio. Ora, con una rubrica sempre pronta in tasca nel cellulare, quanti possono dire di ricordare a memoria più di due o tre numeri di telefono? Molti, ad esempio, non ricordano neanche il proprio!

Memorizzare in modo più efficace significa non solo migliorarsi (e migliorare la qualità delle nozioni che si apprendono) ma anche emanciparsi dalla tecnologia ed esserne meno dipendenti.

È possibile, a qualsiasi età, migliorare le proprie capacità mnemoniche. Si pensi al cervello come un computer, e per migliorarne le prestazioni devono eseguirsi alcuni “hack”.

Il primo è: imparare a rilassarsi, svuotare il cervello. Il cervello è multitasking, certo. Ma non così multitasking come molti pensano. Qualsiasi attività di veglia che imponga la memorizzazione di un dato o di una nozione, richiede che il cervello in quel momento sia sgombro da pensieri antagonisti.

Inoltre: prendere l’abitudine di SCRIVERE a mano le nozioni che si desidera apprendere.

La ricerca scientifica ha dimostrato che è assai più efficace scrivere a mano un numero di telefono che leggerlo e rileggerlo. Nel primo caso, il processo di memorizzazione è passivo, nel caso invece della ripetizione mentale è passivo.

Terzo hack: scegli accuratamente l’ora in cui cerchi di apprendere. Molti studiano o lavorano di notte perché meno distratti da telefonate, chat, amici e impegni. In realtà la notte è il momento meno idoneo per memorizzare!

Il momento migliore, secondo recenti studi, è il pomeriggio.

Quarto consiglio: Quando impari qualcosa, raccontala al prossimo. Vale per dati semplici (es: numeri di telefono) o nozioni più strutturate (es: la cronistoria della seconda guerra mondiale). Ripetere quanto appreso è il modo migliore per fissare nella mente i concetti.

Se non si ha un amico o una moglie sottomano, ripetersi il tutto allo specchio, produce i medesimi effetti sul cervello.

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