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Il BMX (Bicycle Motocross), nasce in California nel 1969 grazie ad un gruppo di ragazzini che si cimentarono nell’imitazione dei loro eroi del motocross; il successo di quella idea fu tanto immediato che già dai primi anni settanta si organizzarono le prime gare su sterrato e negli anni Ottanta questo nuovo sport era già diventato famosissimo a livello mondiale.

Il BMX Racing è una delle discipline più importanti del BMX assieme al freestyle e si caratterizza dal fatto che si corre su apposite piste in terra battuta, la partenza è rialzata e cementata e le gare sono formate da otto rider che partono uno alla volta avvalendosi dell’ausilio di un cancelletto di partenza proprio come avviene nel motocross.

Il race è l’unica disciplina di BMX riconosciuta dall’UCI e nel 2008 ha esordito alle Olimpiadi di Pechino.

I circuiti di BMX Racing sono aperti, ciò significa che partenza ed arrivo si trovano in due punti diversi e per ogni fase di gara si compie un unico giro.

Nel BMX Racing le categorie sono divise in base all’età ed al tipo di bicicletta utilizzata, nelle categorie agonistiche ad esempio si differenziano:

BMX maschile: Junior (17/18 anni); Élite (over 19)

BMX femminile: Junior (17/18 anni); Élite (over 19)

Cruiser maschile: Junior (17/18 anni); Élite (over 19 anni)

Cruiser femminile Junior (17/18 anni); Élite (over 19)

Il percorso di gara è caratterizzato dalla presenza di ostacoli dalle diverse dimensioni e forme, tutti rigorosamente in terra battuta e da curve costituite con paraboliche asfaltate. Per poter accedere agli impianti sono obbligatorie le protezioni, quindi è necessario indossare il casco con mentoniera integrale, i guanti e le ginocchiere. I pantaloni solitamente sono in cordura e devono rigorosamente essere stretti in fondo alla gamba con una fascia elastica per evitare che si impiglino nella catena. 

Caratteristiche delle bici da BMX Racing

Tralasciando il freno anteriore ed il rotor, che non servono, per praticare il BMX è necessario che la bici sia dotata di:

  • Telaio e forcella in alluminio e carbonio;
  • manubrio a due pezzi;
  • piantone sterzodi tipo head set da 1″1/8;
  • pedaliera in acciaio, alluminio, titanio oppure carbonio, che sia caratterizzata da pedivelle di una lunghezza calcolata in base all’altezza ed alle caratteristiche del rider e pedali di tipo plattform in alluminio o magnesio su cuscinetti stagni;
  • corona 44 abbinata al pignone posteriore da 16;
  • una buona catena di qualità e che non sia eccessivamente rinforzata, da pulire periodicamente con benzina per evitare che la polvere la usuri;
  • freno posteriore di tipo v-brake con relativa leva freno;
  • mozzo anteriore da 10mm montato possibilmente su cuscinetti in modo che risulti più scorrevole;
  • mozzo posteriore da 10mm di tipo a cassette in modo da poter utilizzare pignoni più piccoli ed ottenere maggiore velocità del cambio del pignone;
  • cerchi da 36 fori a doppia spalla;
  • coperture non eccessivamente tassellate;
  • sella di tipo slim che sia leggera e regolata bassa.

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