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Tutte le attività in acqua offrono il grande vantaggio di ridurre notevolmente l’effetto della gravità, permettendo così di non sollecitare troppo la colonna vertebrale, anche se dovessero essere molto alti i carichi di lavoro. Questo vantaggio, rende il nuoto una delle attività sportive ideali per coloro che presentano alcuni paramorfismi alla colonna vertebrale. Un altro elemento positivo è costituito dal fatto che l’acqua esercita un continuo massaggio sulla muscolatura favorendo così il ritorno venoso del sangue, facilitato anche dalla posizione orizzontale che il corpo assume.

Nuotare quindi fa bene a tutte le età ed è anche un’attività consigliata nella preparazione di qualsiasi disciplina. Inoltre tra le varie discipline sportive è forse una delle più complete in quanto consente di sviluppare più fasce muscolari e di aumentare resistenza, coordinazione e capacità polmonare.

Gli stili di nuoto sono cinque:

crawl (o stile libero): tecnica che prevede movimenti alternati e ciclici degli arti superiori e di quelli inferiori ed una respirazione laterale, che può essere effettuata da una sola parte oppure a destra e a sinistra in alternanza;

dorso: detto anche crawl sul dorso, avviene in posizione supina con movimenti alternati delle gambe e delle braccia;

rana: tra tutte è la nuotata più lenta e prevede un movimento con azioni simultanee degli arti inferiori e superiori;

farfalla: non più usato nelle competizioni, prevede un movimento simultaneo delle braccia abbinato all’azione delle gambe a rana;

delfino : evoluzione naturale della farfalla caratterizzato da un’azione ampia e simultanea delle braccia ed elastica frustata delle gambe.

A prescindere dallo stile adottato, la velocità che si riesce a raggiungere in acqua è il risultato dell’azione di due forze che agiscono sul nuotatore, ovvero:

la resistenza causata dall’acqua che l’atleta deve spostare o trascinarsi dietro e che quindi tende a frenarlo e la propulsione generata dalle gambe e dalle braccia del nuotatore. Per spostarsi più velocemente è perciò necessario perseguire la giusta combinazione tra queste due forze diminuendo più possibile la resistenza ed aumentando la propulsione.

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